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Tea tree oil, il futuro della terapia antibiotica?

Tea tree oil, il futuro della terapia antibiotica?

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Il problema della resistenza agli antibiotici sta diventando sempre più cruciale nell’era moderna.

Quest’anno si sono registrati i primi casi di infezioni sostenute da batteri resistenti ad ogni tipo di molecola antibiotica conosciuta.

Oltre a richiamare ad una profonda riflessione sull’utilizzo degli antibiotici in terapia, soprattutto se utilizzati a sproposito, i ricercatori stanno ricercando aiuto anche dal mondo vegetale per trovare nuovi agenti antibiotici.

Come noi, anche le piante hanno necessità di difendersi da agenti patogeni e, per fare ciò, utilizzano principalmente gli olii essenziali.

Gli olii essenziali sono costituiti da molecole terpeniche volatili dotate di importanti attività antimicrobiche.

L’aspetto più interessante è che, essendo un pool di sostanze con azioni molto diverse tra loro, è molto più difficile che si manifesti il fenomeno della resistenza batterica.

Una delle piante più interessanti sotto questo punto di vista è la Melaleuca alternifolia.

La melaleuca è un albero di origini Australiane dalle cui foglie si ottiene per distillazione il cosiddetto “Tea tree oil”.

Il nome comune della pianta “Tea tree”, deriva dall’uso come succedaneo del tè che ne facevano i marinai inglesi nelle spedizioni dell’ammiraglio Cook (1765 – 1776).

Per evitare confusioni con altri olii essenziali ricavati da piante della stessa specie (cajeput o “Melaleuca leucodendra”, niaouli “Melaleuca viridillora”) o di altre specie (Leptospermum scoparium), è stato stabilito uno standard internazionale.

Dal 1996, il Tea tree oil deve contenere no meno del 30% di terpinen-4-olo, tra il 10 ed il 28% di gamma-terpinene e tra il 5 ed il 13 % di alfa-terpinene.

Queste sostanze riescono ad inserirsi nello strato fosfolipidico della membrana plasmatica, compromettendone la funzionalità.

Inoltre, riescono ad inibire la respirazione cellulare del batterio, predisponendolo per l’auto-lisi cellulare.

Sulla base di questi studi in vitro, uno studio portoghese ha confrontato l’efficacia di un sapone germicida al 0,3% di Tea tree oil, nei confronti di un sapone allo 0,5% di triclosan.

I soggetti erano analizzati per lo sviluppo di colonie di E.coli dopo essersi lavati le mani con i due saponi.

Entrambi i detergenti sono stati ugualmente efficaci nel ridurre la presenza di batteri vivi.

Inoltre l’efficacia del Tea tree oil è stata dimostrata anche in campo ortodontico.

Infatti, rispetto ad un dentifricio “normale”, un dentifricio a base di Tea tree oil ha ridotto significativamente lo sviluppo di colonie batteriche e di biofilm batterico dopo 4 settimane di trattamento.

Rimane da chiedersi quanto siano stati contenti i pazienti di utilizzare il dentifricio in oggetto.

Infatti, uno degli aspetti “collaterali” del Tea tree sono le sue caratteristiche organolettiche che non lo rendono così piacevole da applicare.

Inoltre, applicato localmente può manifestare irritazioni cutanee e reazioni allergiche.

Sebbene il Tea tree sia una pianta efficace per il trattamento topico di infezioni batteriche, il vero limite per rappresentare il futuro della terapia antibiotica è dato dalla biodisponibilità orale.

Infatti, attualmente non si sa se e quanto possa venire assorbito e manifestare attività antibiotica sistemica a seguito di una somministrazione per via orale.